Location:
Accoglienza:
Scenografia:
Enigmi:
Originalità:
Scare Factor:
Bambini:
Attori:
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Era l’inizio di novembre 2025. Dopo una settimana intensa trascorsa a Cambridge per lavoro, avevo deciso di dedicare il sabato pomeriggio al mio hobby preferito: le escape room.
Proprio in quei giorni Valerio mi aveva scritto, impaziente di far vivere a suo figlio Samuele una nuova avventura, dopo l’esperienza più che positiva con Ghost Breakout.
Ho quindi scelto una escape room comoda per loro e, ancora meglio, una che non avevo mai giocato. Per l’occasione, dopo tanto tempo, sono riuscito a convincere a unirsi anche Silvia, la mia compagna, e Lorenzo, alla sua quarta escape room, proprio come il numero dei suoi anni.
E il tema? Naturalmente quello più amato dai bambini (e non solo): Harry Potter.
Escape Room Anagnina
Nonostante il nome, Escape Room Anagnina si trova in realtà a Morena, a ridosso del Grande Raccordo Anulare e a una decina di minuti di macchina dal capolinea della metro A. Raggiungerla non è comodissimo: c’è un autobus che parte dalla metro, ma la prima volta che ci sono stato il parcheggio del sabato pomeriggio si è rivelato più complicato del previsto. Sicuramente molto comoda se venite dai Castelli e volete giocare una partita a Roma.
L’ingresso è piccolo ma ben organizzato, con armadietti e tutto il necessario per prepararsi alla partita.
Ad accoglierci abbiamo trovato Stefano, il proprietario, davvero gentile e disponibile. È stato lui a farci l’introduzione alla stanza e a illustrarci le raccomandazioni di rito, un po’ articolate, forse, ma il tutto si è concluso con un simpatico sconto dedicato ai membri più giovani del team, gesto sempre gradito.
L’ultimo Horcrux
Secondo una profezia, un ultimo Horcrux è ancora in circolazione: al suo interno custodisce l’ultimo frammento dell’anima di Tu-Sai-Chi. Per questo vi siete introdotti di nascosto nello studio del rettore di Hogwarts, con appena 60 minuti per rintracciarlo e distruggerlo, prima che il Signore Oscuro ritorni riportando il mondo magico nel caos.
La stanza è ben allestita e ricca di elementi tematici che aiutano a costruire un buon livello di immersione. Pur mostrando oggi qualche segno dell’età, l’usura di certi oggetti è evidente, al momento del lancio era considerata una delle sale più all’avanguardia nel panorama romano, grazie ai suoi props scenici e alla cura nei dettagli.
Quello che io e i miei compagni di avventura abbiamo apprezzato di più sono stati gli enigmi, ben integrati nel contesto e mai forzati. Alcune sezioni permettono persino di giocare in parallelo, cosa che aggiunge ritmo alla partita e può risultare particolarmente interessante per i gruppi più esperti.
L’aspetto che ci ha convinto meno riguarda l’usura di alcuni componenti, che in certe situazioni rendeva la risoluzione più complicata del previsto. Va però detto che lo staff è già al lavoro su nuovi enigmi e aggiornamenti, quindi la stanza continuerà a migliorare.
Nel complesso si tratta di una stanza divertente, con un tema certamente ormai non molto originale, visto l’elevato numero di sale dedicate a Harry Potter presenti a Roma, ma comunque capace di intrattenere e far vivere un’esperienza piacevole sia ai bambini che agli adulti
Giudizio finale
Siamo riusciti a concludere la stanza in tempo, con qualche aiuto strategico, e alla fine ci siamo divertiti tutti. Samuele e Lorenzo, in particolare, hanno apprezzato moltissimo l’esperienza: si sono lanciati alla ricerca degli indizi più nascosti e hanno individuato con entusiasmo quei dettagli che spesso sfuggono agli adulti troppo concentrati sulla logica degli enigmi.
A fine partita ci siamo fermati a chiacchierare con Stefano, il proprietario, che conosce davvero ogni retroscena dell’ambiente delle escape room romane: aneddoti, curiosità e storie che rendono sempre affascinante scoprire cosa c’è dietro le quinte di questo piccolo grande mondo del gioco immersivo.

