Cover la Profezia

La Profezia – Mercury Escape Room

Location:
Accoglienza:
Scenografia:
Enigmi:
Originalità:
Scare Factor:
Bambini:
Attori:

Rated 4.5 out of 5
Rated 5 out of 5
Rated 4 out of 5
Rated 4 out of 5
Rated 5 out of 5
Rated 3.5 out of 5

No

Escape room giocata a marzo 2025. La squadra era composta da me, mia sorella Beatrice (che non si perde un horror manco sotto tortura), Paolo, Mario e Gennaro.

L’appuntamento era fissato in via Pan. Arriviamo tutti puntuali… o quasi: Gennaro si presenta “puntualmente in ritardo”, mentre Fabrizio, inizialmente atteso, mantiene la sua proverbiale puntualità nel non presentarsi affatto.
Il primo vero shock della serata non l’ha organizzato la escape room, ma Gennaro, che si è presentato avvolto in uno spolverino di cuoio rosso. Dopo anni passati a vederlo rigorosamente in nero, la scena sembrava un plot twist scritto dagli autori della stanza stessa. Solo dopo aver elaborato il trauma cromatico siamo riusciti a varcare la porta ed entrare nel gioco.

Mercury Escape Room

 

La Mercury Escape si trova in via Pan, in zona Pietralata, nello stesso quartiere che ospita molte delle escape room horror più note di Roma, ed è nata sulle ceneri della precedente Oasis. È facilmente raggiungibile sia in auto dalla Tangenziale, il parcheggio non mi ha dato problemi neanche di venerdì sera, sia in metro, con la fermata di Pietralata a pochi minuti a piedi.

L’ingresso, seppur un po’ raccolto, è ben riconoscibile. Ad accoglierci c’era la nostra Master/“Portinaia”: disponibile e cordiale, ma al tempo stesso abilissima nel mantenere alta la suspense e l’atmosfera fin dall’inizio.

Vale la pena soffermarsi anche sulla loro strategia social e sul sito. Di solito non dedico spazio a questo aspetto, ma in questo caso ha inciso molto sulle nostre aspettative. Il sito è realizzato in maniera impeccabile, mentre l’account Instagram ha ottenuto una diffusione quasi virale: il reel di presentazione ha sfiorato le 400.000 visualizzazioni, un risultato che va ben oltre i numeri abituali del settore escape room.

La Profezia

 

Avete trovato un volantino per strada che publicizza un cartomante e le sue abilità di leggere il futuro. Hai visto mai ci prendesse? Avete quindi deciso di fargli visita, per saper cosa vi attende, senza sapere che questo vi precipiterà in un incubo.

Le scenografie sono cupe al punto giusto: non ci sono effetti wow che ti lasciano a bocca aperta, ma l’atmosfera tenebrosa funziona e ti trascina subito nella storia. L’immersione, però, non si deve tanto agli arredi quanto alla vera forza della stanza: la performance attoriale.

La Profezia Stanza

L’attore, Pierfrancesco, è stato il cuore pulsante dell’esperienza. La sua bravura è stata nel saper spaventare, guidare e tenere il gruppo costantemente sulle spine. La narrativa, poi, è uno dei punti più riusciti: una trama ricca, con bivi che conducono a finali diversi e con richiami alla mitologia irlandese (nota che mi ha colpito in modo particolare, avendo vissuto sette anni a Dublino).

Certo, qualche transizione attoriale potrebbe essere più fluida: ingressi ed uscite di scena non sempre hanno la stessa efficacia. Ma nell’insieme funziona, e bene. Gli enigmi – come spesso accade nell’horror – passano un po’ in secondo piano, ma La Profezia” riesce comunque a bilanciare puzzle e teatralità, offrendo un’esperienza che non è solo una escape room, ma un ibrido originale e intenso. Un modo nuovo di rielaborare temi già visti a Roma, ma con un’energia fresca e coinvolgente.

Gruppo Profezia

Giudizio finale

 

La profezia è piaciuta un pò a tutti, indistintamente, e ne abbiamo apprezzato il formato e soprattutto la performance attoriale e la narrativa.
La consigliamo a chi ha apprezzato la monaca di Valkenburg, quindi a chi vuole il giusto mix tra esperienza terrificante, storia ed enigmi. Rimaniamo in attesa di un secondo capitolo, o di una nuova stanza di Mercury.


Per il dopo cena siamo rimasti a prendere un hamburger dai birattieri, hamburgeria con ampia scelta di birre artigianali.