Location:
Accoglienza:
Scenografia:
Enigmi:
Originalità:
Scare Factor:
Bambini:
Attori:
No
Sì
Sì
Prima visita per il nostro gruppo a Creativity Escape di Tor Vergata, in un uggioso pomeriggio di sabato del Aprile 2025.
Con me c’erano Mario, Fabrizio, Valerio (detto “Billa”) e suo figlio Samuele, alla sua primissima esperienza in una escape room.
Creativity ci era sempre rimasta fuori rotta, complice la distanza, ma avevo scoperto che di recente aveva subito un restyling completo, con un notevole ammodernamento delle stanze. Così ho colto l’occasione: un pomeriggio libero, una visita alla famiglia della mia compagna in zona Borghesiana e, inevitabilmente, una nuova avventura da aggiungere alla nostra lista.
Dopo aver recuperato Mario alla fermata di Torre Angela e attraversato un paesaggio da perfetta desolazione suburbana, siamo finalmente arrivati alla sede dell’escape: una gradevole corte urbana, da cui si intravedono in lontananza i palazzi dell’università di Tor Vergata, dove gli altri ci aspettavano già all’ingresso.
Creativity Escape
Creativity Escape Room, un tempo affiliata al brand Fugacemente, si trova nei pressi del centro commerciale di Tor Vergata, a pochi minuti dalle facoltà universitarie che si intravedono in lontananza oltre l’autostrada.
La location non è tra le più comode da raggiungere, un problema che condivide con la stessa università, ma nulla di insormontabile: nel mio caso ho preso la macchina da Borghesiana, ho recuperato il “Marione Nazionale” alla fermata della metro Torre Angela e da lì ci siamo diretti verso la sede di Creativity. Buona notizia: in zona il parcheggio non è un problema.
All’arrivo siamo stati accolti da uno staff davvero gentile, che ha perfino finto stupore quando ho raccontato, con un pizzico d’orgoglio da “boomerone”, di aver visto il primo Ghostbusters al cinema negli anni ’80, un film che ancora oggi resta inciso nella mia memoria.
GhostBreakout
C’è un’emergenza nel quartiere generale dei Ghosbusters a Manhattan. L’unità di contenimento è gravemente danneggiata e tu ed I tuoi amici siete stati chiamati ad aiutare il dottor Venkman a riportare sotto controllo la situazione. Avete solamente un’ora prima che un’orda di fantasmi si liberi e si riversi su New York.
La stanza colpisce subito per la sua scenografia moderna e curata nei dettagli. Gli effetti speciali, le luci e l’ambientazione richiamano alla perfezione l’atmosfera dell’indimenticabile film degli anni ’80.
Chiunque abbia amato Ghostbusters non potrà non sorridere davanti ai numerosi riferimenti e citazioni disseminati nella stanza: ogni oggetto, ogni suono, ogni gadget contribuisce a far sentire davvero “parte del team”.
Il vero protagonista della scenografia è una riproduzione a grandezza naturale della Ecto-1, la leggendaria auto dei Ghostbusters, a metà tra un’ambulanza e un carro funebre, che domina la scena e regala un autentico colpo d’occhio.
Il punto di forza della stanza sta proprio nella ricchezza dell’oggettistica e dei gadget, talmente realistici da sembrare provenienti da un sito di movie collectibles.
Gli enigmi, pur inseriti in uno spazio non grandissimo, sono ben congegnati e coerenti con la trama.
Dal punto di vista delle debolezze c’è da segnalare le dimensioni un pò ridotte della stanza,
Che è comunque compatta e densa di elementi significativi, dove nulla è lasciato al caso: ogni dettaglio ha uno scopo preciso.
Anche gli enigmi in tal senso si sono rivelati molto godibili, ed in tema con l’avventura, in particolare la capacità di osservazione risulta essere premiata.
Tutto sommato una stanza con un tema inedito a Roma, affrontato con molta originalità.
Giudizio finale
Nel complesso, una stanza dal tema inedito a Roma, realizzata con passione e grande originalità. Anche Samuele, alla sua prima esperienza, si è divertito ad armeggiare con l’armamentario da Ghostbusters, sempre evitando di incrociare I flussi. Sicuramente la stanza ha meritato il viaggio fino a Tor Vergata e la consiglio a boomeroni appassionati degli anni ’80, ma anche a chi cerca una escape room ben bilanciata, immersiva e ricca di momenti “cinematografici”.
Per il dopo escape non c’erano molto alternative disponibili per il sabato pomeriggio, ma comunque nella stesso blocco ci sono ristoranti e bar, e ci siamo accomodati in uno di quest’ultimi per goderci un aperitivo.

