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Accoglienza:
Scenografia:
Enigmi:
Originalità:
Scare Factor:
Bambini:
Attori:
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Sì
Sì
In una calda serata di fine giugno, io, Paolo, Gennaro e Mario abbiamo deciso di affrontare qualcosa di nuovo: la nostra prima City Escape, ovvero una escape room all’aperto.
Ma di cosa si tratta esattamente? Si tratta di un percorso urbano in cui ci si muove tra le vie della città risolvendo enigmi legati ai suoi luoghi simbolo: piazze, monumenti, vicoli nascosti, trasformando il centro storico in un gigantesco gioco di logica e osservazione.
A Roma ce ne sono ormai diverse, quasi tutte gestite tramite app che forniscono indizi e tracciano il percorso grazie alla geolocalizzazione. Tuttavia, solo una propone un’esperienza ancora più immersiva, con attori in carne e ossa che interagiscono direttamente con i giocatori: Nevrosys Escape.
Erano anni che io e il mio gruppo ne sentivamo parlare con curiosità, e finalmente abbiamo trovato l’occasione perfetta per provarla.
Nevrosys Escape
A differenza delle classiche escape room, Nevrosys non ha una sede fisica: è un gruppo di attori itineranti che porta in scena lo scenario scelto dai partecipanti.
Sul loro sito sono disponibili tre avventure principali, ambientate prevalentemente nei dintorni di Piazza della Repubblica, anche se, in alcune occasioni, lo svolgimento può spostarsi fino all’area del Vaticano.
La posizione centrale è un grande vantaggio: si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici e con auto, con la quale serve un pò di fortuna per il parcheggio.
Una volta effettuata la prenotazione, si entra in contatto con Davide Nardi, il deus ex machina del progetto, che via email o WhatsApp fornisce tutte le indicazioni necessarie, sempre in modo puntuale ma con quel pizzico di mistero che prepara all’atmosfera del gioco.
Assassinio a Roma
Nel gioco vestirete i panni di agenti speciali incaricati di indagare su una misteriosa organizzazione criminale, dopo un efferato omicidio avvenuto a Roma. Ben presto vi troverete immersi in un complotto internazionale orchestrato da Giuliani, un criminale enigmatico le cui motivazioni si perdono nei meandri della storia, deciso a sovvertire l’autorità del Vaticano.
La narrazione è avvincente e pesca a piene mani dal filone complottistico reso celebre da Dan Brown e dal romanzo Angeli e Demoni. Ma ciò che rende l’esperienza davvero unica è l’uso del centro di Roma come palcoscenico: le strade, le chiese e i monumenti diventano parte integrante della trama, trasformando la città stessa nella scenografia del gioco.
Sul mio blog recensisco spesso le scenografie delle escape room romane, ma in questo caso non servono pareti o set artificiali: è Roma stessa la scenografia, e la storia la fa vivere in a pieno.
Il vero punto di forza di questa real experience è la fusione tra idee originali e le bellezze architettoniche di Rome.
Le due ore trascorse all’inseguimento di Giuliani mi hanno un pò ricordato i puzzle hunt a cui partecipavo nei primi anni Duemila, quando partecipavo con gli amici per il centro di Roma raccogliendo indizi, ed Internet non era ancora nei cellulari, in tasca a tutti.
Un difetto? Noi abbiamo giocato la sera, che di estate è l’unico orario accettabile se non volete soffrire la calura estrema, ed il gioco richiede di entrare in un alcune chiese per raccogliere indizi. Di sera questo sono chiuse ed inoltre alcuni monumenti si trovavano in fase di restauro. Tuttavia, lo staff di Nevrosys ha gestito tutto con grande creatività, trovando alternative che non hanno compromesso l’esperienza (anche se, lo ammetto, qualcuno di noi avrebbe voluto provare la versione “completa”).
È stata un’esperienza divertente, immersiva e diversa dalle escape room tradizionali, ma capace di conservarne tutto lo spirito.
Ci sono stati momenti di vero coinvolgimento e anche di ilarità, come l’inseguimento del “cattivone” su Via Nazionale, che resterà tra i ricordi più spassosi della serata.
Giudizio finale
Alla fine delle due ore di gioco siamo riusciti a fermare, almeno temporaneamente, Giuliani nel portare a conclusione il suo terribile piano.
Il gioco è piaciuto a tutti, forse a me più di tutti, tanto che ho già deciso che prima o poi giocherò anche la seconda parte dell’avventura. Ho apprezzato anche la visita ad una parte della città che recentemente ha vissuto un re-styling molto efficace, che l’ha portata a risollevarsi dal precedente degrado.
Le maggiori critiche sono venute da Gennaro, che comunque ha apprezzato ed ha messo a dura prova il tessuto narrativo con le sue improvisazione da Larper. Le sue osservazioni si sono concentrate soprattutto sull’impossibilità di entrare in alcuni luoghi chiusi la sera.
La prossima volta, se giocheremo di nuovo insieme, sceglieremo sicuramente il pomeriggio per vivere l’esperienza in modo ancora più completo.

