Location:
Accoglienza:
Scenografia:
Enigmi:
Originalità:
Scare Factor:
Bambini:
Attori:
No
Sì
No
Ultima escape prima delle vacanze estive, su proposta di Valerio, detto Billa, che da buon parsimonioso (proprio come me) non poteva lasciarsi sfuggire un irresistibile sconto del 50% presso Eneru. Con noi l’inossidabile Paolo, presenza fissa a Roma Sud-Est, e due assoluti debuttanti: Rinaldo e Giancarlo, meglio conosciuto come il Tristezza.
Eneru Cinecittà
L’ingresso di Eneru Cinecittà è piuttosto raccolto, arricchito da qualche dettaglio di oggettistica a tema nerd. Non ha l’impatto scenografico della sede di Eneru Alberone, Tuttavia, lo spazio è stato rinnovato di recente e oggi si presenta come l’ingresso di un cinema, per quella che è stata la prima sede in assoluto di Eneru, un’istituzione per gli escapers Romani.
La location si trova leggermente nascosta, sulla destra all’inizio della Togliatti, a metà strada tra le fermate metro Cinecittà e Subaugusta, entrambe a soli cinque minuti a piedi. Io stesso sono arrivato comodamente in metro dal lavoro, trovando la sala molto facile da raggiungere.
Ad accoglierci c’era la nostra master: cordiale e simpatica, ha intrattenuto i miei compagni con qualche battuta nell’attesa che arrivassi, questa volta per ultimo.
Il Giocattolaio
Avete conosciuto un eccentrico individuo una sera in un bar: tra una chiacchiera e l’altra vi racconta con orgoglio della sua incredibile collezione di giochi e vi invita a casa sua per mostrarvela. Potevate forse declinare un invito del genere? Certo che no. Peccato che, una volta varcata la soglia della sua abitazione, vi ritroviate improvvisamente rinchiusi in uno strano luogo. Ora non vi resta che una scelta: trovare la via di fuga… o rimanere chiusi per sempre.
Dal punto di vista scenografico, la stanza mostra i suoi anni e in alcuni dettagli questo si nota. Tuttavia, la gamma di citazioni e passioni nerd è davvero vasta, e, diciamolo, quale giocatore di escape room non lo è un po’ nerd? Il richiamo sarà inevitabile.
L’immersività è comunque presente e cresce progressivamente nel corso della partita, man mano che gli enigmi si susseguono uno dopo l’altro. L’inizio forse è un po’ lento, ma una volta ingranata la marcia con la sfida, il ritmo diventa coinvolgente.
Qual è il vero punto di forza della stanza? Senza dubbio gli enigmi. Pur non essendo inseriti in un contesto narrativo preciso, sono fortemente legati alla cultura pop e spaziano tra serie TV, cartoni animati e film. Noi “boomeroni” siamo riusciti a riconoscere la stragrande maggioranza dei riferimenti. Anzi, praticamente tutti.
Il tallone d’Achille, come già accennato, è invece la mancanza di una trama coesa che tenga insieme la storia dall’inizio alla fine. Detto ciò, la stanza mantiene comunque una sua originalità e propone un tema che, tutto sommato, non si ritrova facilmente altrove, e questo rimane senza dubbio un pregio.
Giudizio finale
La stanza ci ha divertito parecchio e siamo usciti con una decina di minuti d’anticipo, giusto per ricordare al mondo quanto siamo bravi. I due neofiti, Rinaldo e Giancarlo, hanno vissuto la magia della prima volta e, come spesso accade, ne sono usciti entusiasti (ignorando che la dipendenza da escape room è dietro l’angolo). Tutto sommato un ottimo rapporto qualità prezzo per dieci euro, in una stanza che mi sento di consigliare ai puristi ed ai boomeroni.
Valerio ha apprezzato molto gli enigmi e la loro natura incalzante, e con lui abbiamo deciso che torneremo per la casa stregata, della quale c’hanno parlato di una natura non sequenziale.
Abbiamo concluso la serata low cost con una cena parsimoniosa da Ciro Kebab, dove Billa c’ha raccontato del suo viaggio nel continente Nord-Americano, dove ha sperimentato in prima persona la brutalità della polizia. A seguire, “il Tristezza” ha sollevato gli animi (si fa per dire) con il racconto di quella volta in cui è “quasi” morto.

