Dopo qualche mese di pausa — dovuta a un periodo lavorativamente intenso — torno finalmente a scrivere sul blog. So di avere accumulato un ritardo di ben 13 recensioni di escape room, e probabilmente dovrò concentrarmi solo su quelle che davvero meritano di essere raccontate.
Il primo post con cui ho scelto di ripartire riguarda un’esperienza per me nuova e molto attesa: il mio primo escape tour. Ne avevo già accennato in passato, raccontando di come tanti appassionati viaggino appositamente per provare le escape room più celebri. Non a caso, il 6% dei visitatori del blog proviene dall’estero: un piccolo segno di come qualcuno venga a Roma anche per provare le sue escape room(?!).
Tra amici avevamo cominciato a parlarne già all’inizio dell’anno. Paolo e Fabrizio hanno subito dato la loro disponibilità, mentre, nonostante il serrato lavoro ai fianchi, Gennaro e Mario (notoriamente poco amante dei viaggi) hanno preferito rinunciare.
Ci avrebbe accompagnato per la prima parte del viaggio Juanni, compagna di Paolo e pittrice di chiara fama, che doveva recarsi a Milano per ritirare alcune sue opere in una galleria d’arte locale.
Da brava persona ansiosa, ho iniziato a organizzare tutto con largo anticipo: lettura compulsiva dei blog degli escape enthusiast più seguiti in Italia, prenotazione delle stanze e della casa con settimane di margine, tutto nei minimi dettagli.
Milano, è una città ricca di escape room degne di nota. Per questa prima trasferta abbiamo però scelto di limitarci a quelle più facilmente raggiungibili, e tre nomi spiccavano sopra le altre: Mad Machines, Evasion e Trap.

Giorno 1 – 23 Maggio 2025
La partenza del nostro escape tour è stata un vero concentrato di contrattempi e sfortune, quasi a volerci mettere alla prova fin da subito. I biglietti Trenitalia erano stati acquistati con largo anticipo, ma solo pochi giorni prima della partenza Fabrizio si è accorto — quasi per caso — che per quel venerdì era previsto uno sciopero nazionale. Panico? Per fortuna no: contattando il centralino Trenitalia, siamo riusciti a farci ricollocare prontamente su uno dei treni garantiti. Ma quello, col senno di poi, era solo l’antipasto.
Il giorno della partenza, io — che di solito mi vanto di essere preciso e puntuale — mi attardo leggendo alcune email di lavoro. Quando alzo lo sguardo sull’orologio, mi rendo conto con orrore di essere in ritardo. Corro a perdifiato verso la metro di Battistini, mi affretto nei sotterranei di Termini una volta arrivato alla fermata della stazione , e arrivo giusto in tempo… per vedere il treno partire davanti ai miei occhi.
Dopo un rapido scambio di messaggi con Fabrizio e Paolo, che invece ce l’hanno fatta, mi precipito al botteghino di Italo (LiberoTreno) e, con un esborso extra di circa 80 euro, riesco a rimediare. Partirò mezz’ora dopo, ma incredibilmente, arriverò a Milano un’ora prima di loro: il loro treno, infatti, ha investito un cinghiale poco prima di Firenze, causando un ritardo significativo.
Durante il viaggio approfitto del tempo per scrivere qualche documento di lavoro. Ma quando ormai mancano pochi minuti all’arrivo in Stazione Centrale, mi arriva una mail che mi taglia le gambe: la mia prenotazione su Booking è stata cancellata all’ultimo momento.
Incredulo, mi siedo su una panchina della stazione e inizio a cercare freneticamente un’alternativa dal cellulare. Ne trovo una ad un prezzo ragionevole — anch’essa in zona Navigli — e la prenoto al volo. Chiamo l’host per organizzare il check-in, ma quando vedo il numero capisco che qualcosa non torna: è lo stesso della prenotazione appena cancellata, e non risponde al telefono. A quel punto contatto l’assistenza di Booking, che mi consiglia di attendere e richiamarli più tardi nel caso l’host continui a non farsi vivo.
Nel frattempo Paolo, Fabrizio e Juanni arrivano anche loro in stazione. Spiego la situazione e decidiamo di prenderla con filosofia: prima di tutto, ci meritiamo una vera cotoletta alla milanese. Troviamo un ristorante poco distante dalla stazione e, mentre mangiamo, riesco a chiarire tutto con il supporto di Booking. Come previsto, anche la seconda prenotazione sarebbe saltata: l’host non aveva alcuna intenzione di rispettare l’impegno. Ma, per fortuna, Booking ci copre la differenza di prezzo e troviamo una sistemazione alternativa, sempre in zona Navigli, anche se a un costo quasi doppio rispetto alla prenotazione originale.
Verso le tre del pomeriggio riusciamo finalmente ad accedere al nostro appartamento. Si trova in una classica casa milanese, con accesso da ballatoio all’ultimo piano, a due passi dalla movida dei Navigli ed in vicinanza della stazione di Porta Genova, che diventerà il nostro punto di appoggio. Il morale del gruppo, dopo mille peripezie, torna finalmente a salire.
Tempo un’oretta per rilassarci e ci avviamo a piedi verso Mad Machines, godendoci l’atmosfera dei navigli al Sabato sera, fermandoci a bere prima una birra all’aperto in un locale frequentatoci da studenti. Mad Machines ci aspetta prima alle 19 con Birth Machine e alle 21.30 con Time Machine.
Queste due rappresentavano in assoluto le prime due stanze della classifica Terpeca che io abbia mai visitato, e avevo chiaramente la domanda: varranno veramente la pena? Si proverà veramente la differenza da una escape room più tradizionale? Ebbene finalmente posso dare una risposta ed è un si lampante! Le stanze sono veramente eccezionali sotto ogni punto di vista: Scenografico, narrativo e dal punto di vista degli enigmi. Forse sono questi ultimi a colpirmi di più, perfettamente calati nel contesto e capaci di scaturire da intuizioni, simili a quelle generate dalle vecchie avventure punta e clicca( non a caso I costruttori citano il sistema di Monkey Island come loro ispirazione). Seguiranno recensioni di entrambe a breve nel blog.
Inframezziamo un kebab tra una stanza all’altra, e torniamo sempre a piedi verso il nostro appartamento, fermandoci a prendere un gelato. Siamo molto stanchi ma soddisfatti, e prima di addormentarmi cerco su youtube interviste ai due ideatori delle stanze, per comprendere meglio il loro processo creativo.

Giorno 2 – 24 Maggio 2025
Ci svegliamo con calma, facciamo colazione senza fretta, mentre Juanni prepara i bagagli: nel pomeriggio tornerà a Roma, anticipandoci di un giorno.
La nostra prima escape room è prevista per le 16:00 da Evasion, in zona Cenisio. Abbiamo quindi tutta la mattinata libera e decidiamo prima facciamo un salto alla libreria Libraccio sotto casa, che ci aveva colpito già la sera precedente, e poi ci dirigiamo verso la parte più moderna della città, che nessuno di noi aveva mai visitato, mancando da Milano da qualche anno.
Iniziamo da piazza Gae Aulenti, dove ammiriamo la Biblioteca degli Alberi e il Bosco Verticale, prima di fermarci a pranzo in un locale fusion per un pokè veloce ma gustoso. Dopo pranzo prendiamo la metro per arrivare a Tre Torri e ci concediamo una passeggiata rilassante attraverso CityLife, partendo dal centro commerciale. Nessun avvistamento VIP nei condomini futuristici della zona, ma ci godiamo comunque il bel parco e qualche minuto di relax su una delle panchine ben curate.

Nel primo pomeriggio torniamo verso la fermata Cenisio, dove ci attende una breve passeggiata fino a Evasion Escape Room, pronti per un vero e proprio tour de force: abbiamo prenotato ben tre stanze consecutive! Nella zona non c’è molto, così ci spostiamo di qualche centinaio di metri per un caffè ed una merenda purtroppo dimenticabile.
Alle 16:00 iniziamo con la prima escape, seguita dalle altre due, intervallate solo da una sosta per cena da Pizzeria MTRM. Il locale è piccolo, ma ci divertiamo ad assaggiare vari tipi di pizza: alcune davvero buone, altre forse un po’ troppo ambiziose. Nel complesso, esperienza piacevole.
Le escape rooms affrontate sono state:
- Hell in the Cell: una stanza di prima generazione, con enigmi ben strutturati e soddisfacenti, anche se la scenografia era piuttosto essenziale.
- Interstellar: a tema fantascientifico. Avevamo letto ottime recensioni, ma ci ha convinto solo a metà. Complice forse un nostro momento di dabbenaggine (20 minuti bloccati su un enigma con la soluzione sotto gli occhi!) e il fatto che alcuni elementi scenici li avevamo già visti in una stanza a Roma. Anche il flusso di gioco e la narrazione poteva essere migliore.
- Evasion: la più riuscita delle tre. Un soft horror in stile casa stregata, arricchito da una piccola parte attoriale e da idee originali. Divertente e coinvolgente, ci ha lasciato un ottimo ricordo.
Per concludere la serata eravamo indecisi tra quest’ultima e The Village (sempre di Evasion e molto consigliata), ma alla fine la scelta ci ha comunque soddisfati.
Torniamo in appartamento verso le 23:00, stanchi ma soddisfatti, pronti per l’ultimo giorno della nostra avventura!

Giorno 3 – 25 Maggio 2025
Arriva finalmente Domenica, il nostro ultimo giorno a Milano, e ci svegliamo relativamente presto, essendo il nostro primo escape alle 11, lasciamo l’appartamento e seguendo le indicazioni di paolo, lasciamo i nostri bagagli in zona Centrale, dove ci farà molto comodo riprenderli al momento della partenza, il pomeriggio stesso. La nostra prima avventura del giorno è la Fiaba d’inverno, presso Trap, e prendiamo la metro per un paio di fermate fino alla fermata di Turro. Passeggiando per il quartiere Fabrizio è assalito dai ricordi della sua vita passata, di quando è stato un consulente nel capoluogo meneghino, esattamente a via ilarione brancati, dove Trap ha una delle sue sedi.
Mi fa strano giocare una escape la mattina, prima volta per me, ma Fiaba d’inverno, chiaramente ispirata a Game of Thrones e raccomandata agli orfani delle serie conclusasi in malo modo ormai da anni, è veramente ottima. I props sono altamente tecnologici, probabilmente prodotti da più di un produttore ed assemblati veramente molto bene.
Ci divertiamo molto e facciamo poi una passeggiata di una mezz’oretta lungo il Naviglio della Martesana, dove i Milanesi si godono il caldo sole primaverile ed ascoltano musica all’aperto, per trasferirci verso la seconda sede di Trap, a via Adeodato Ressi.
Il quartiere è prettamente residenziale, ed a parte un cinese, stra-colmo per il pranzo domenicale, non c’è molta scelta, e dopo aver girato per una mezz’oretta, mangiamo un trancio di pizza presso Alice Pizza.
Il nostro prossimo escape è alle 14:30, ed un master molto simpatico e gentile, con il quale parliamo all’inizio degli escape romani, e di come il genere Horror a Roma raggiunga delle vette. Lui ci introduce all’ultimo escape della nostra scorribanda Milanese, la casa nel bosco, a tema soft horror che apprezziamo veramente moltissimo, sia per la narrativa, per il flusso di gioco e per gli effetti di luci e di suoni.
Prima di prendere il treno di ritorno facciamo una passeggiata verso la metro Sondrio e da lì verso piazza del Duomo, dove ci facciamo qualche foto e diamo un’occhiata a via Montenapoleone.
Dopo aver preso il nostro bagaglio, ci rechiamo finalmente in centrale, dove le nostre partenze sono scaglionate, ognuno ha preso un biglietto differente per convenienza, e sono di ritorno a casa per le 23, con la mia famiglia che dorme ancora.

Conclusioni
Ecco la nostra classifica personale delle escape room affrontate durante il tour milanese:
- Birth Machine
- Time Machine
- La Casa nel Bosco
- Fiaba d’Inverno
- Evasion
- Hell in the Cell
- Interstellar
Non si è trattato di un giudizio completamente unanime. Paolo, ad esempio, ha preferito Time Machine rispetto a Birth Machine, entrambe firmate Mad Machines e, a nostro parere, nettamente superiori al resto. Fabrizio invece avrebbe messo Evasion subito dopo le due di Mad Machines — effettivamente è piaciuta a tutti, anche se sia io che Paolo abbiamo apprezzato maggiormente le due proposte di Trap.
A sorpresa, Interstellar finisce all’ultimo posto. Nonostante l’utilizzo di elementi tecnologici moderni e ben integrati, il flusso di gioco ci è sembrato complessivamente poco coerente e, in certi momenti, addirittura frustrante.
Cosa cambierei del programma? Col senno di poi, qualche piccolo aggiustamento lo farei. In particolare, avremmo dovuto tenere Mad Machines come gran finale, per chiudere il tour in crescendo. Inoltre, avremmo probabilmente beneficiato di un equilibrio diverso: tre stanze da Trap e solo due da Evasion, dato che la qualità e la cura narrativa di Trap hanno rispecchiato meglio i nostri gusti.
L’unica vera delusione? Booking.com. La nota negativa del viaggio è stata l’esperienza con Booking.com, di cui sono cliente da oltre vent’anni. Finché tutto fila liscio, funziona bene — ma quando qualcosa va storto, l’assistenza lascia molto a desiderare.
Nel nostro caso, è stato un calvario: ci è voluto oltre un mese per ottenere il rimborso della differenza di prezzo rispetto alla prenotazione iniziale e della tassa di soggiorno, che avevamo già anticipato (errore che non ripeterò mai più).
L’appuntamento è già fissato per il prossimo Escape Tour: sarà nel 2026, e la sfida sarà scegliere tra due città leggendarie del panorama escape europeo… Barcellona o Atene?
Stay tuned!

